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Pellezzano deriva da “fundus
Pellitianus” di proprietà del patrizio romano Pellitius
o Pelitius con l’aggiunta del suffisso “anus”
che indica appartenenza.
Il territorio ha vissuto tutta la storia del meridione, dalla civiltà
degli etruschi a quella greco-lucana (dall’inizio deil VI
secolo a.C. alla metà del III secolo a.C. come dimostra il
complesso archeologico di Fratte), dall'avvento dei Picentini alla
dominazione romana, come testimoniano la villa romana di Sava e
i vari rinvenimenti in tutta la Valle dell’Irno, dalle invasioni
barbariche alle incursioni saracene, dalla dominazione longobarda
a quella borbonica. Col passare dei secoli, in questo territorio,
situato nella media Valle dell'Irno, si erano formati Casali, ben
distinti fra loro, di essi cinque incorporati nella Università
di Salerno (Università si diceva allora, invece di Comune).
L'origine di questi Casali "è da collegarsi alle guerre
gotico-bizantine, alle incursioni barbariche e alle lotte longobarde
e normanne, allorquando, per ragioni di sicurezza, gli abitanti
della costa trovarono rifugio nell'entroterra ricco di boschi ed
anfratti. Ebbero costante collegamento con la città e con
essa tennero comunità di interessi, scaturiti dall'arte della
lana che fiorì a livello manifatturiero".(D. Cosimato)
All'Università di Salerno questi Casali pagavano salate tasse,
senza avere concreti vantaggi. Dal bilancio dell'anno 1742, risulta
che l'Università aveva stanziato per i Casali la irrisoria
somma di 15 ducati e 3 carlini, per cui essi erano costretti a provvedere
a proprie spese alle opere di pubblica utilità.
I Casali ad occidente della Valle erano: S.Nicola, Coperchia, Pellezzano,
Capriglia, Cologna, Nofilo e Casal Barone, questi ultimi ai confini
settentrionali della giurisdizione demaniale di Salerno, divisa
da quella feudale di Sanseverino dal Vallone di Capriglia, che scendeva
all'Irno, immediatamente a sud di Acquamela.
Non erano solo delle frazioni dell'ordinamento
napoleonico e postunitario, essi invece erano dotati di autonomia
amministrativa, se pur limitata e sottoposta alla tutela fiscale
della regia Corte, autonomia che manca assolutamente alle frazioni
comunali, era una prerogativa sancita dal diritto feudale.
Il regimentum dei Casali demaniali aveva pertanto facoltà
di gestire in proprio la gabella del forno, l'unica consentita,
ma significativa per la gestione in proprio in un'epoca in cui appalti
e subappalti erano d'uso comune con frange di camorra organizzata
ante litteram. Più volte si dovette, per necessità,
ricorrere all'appalto di questa gabella, che era stata lasciata
alle amministrazioni a garanzia di servizio pubblico di primaria
importanza. Vi dovettero ricorrere i Casali di Capriglia e Pellezzano
nel 1698, essendo diventati i cittadini "tutti poveri"
tanto da non poter versare l'imposta che erano tenuti a pagare alla
città di Salerno, come contropartita dell'autonomia amministrativa.
La causa dell'impoverimento fu il terremoto del 1693 e delle tasse
che colpivano senza scrupoli la povera gente. Un privilegio di questi
Casali era quello di mandare propri "consoli" alla consorteria
dei lanieri di Salerno per difendere gli interessi della categoria.
Questo per dire delle ragioni giuridiche che favorirono l'arte della
lana in questi Casali e diedero loro i connotati economici e sociali,
ma vi furono anche ragioni naturali e obiettive. In primo luogo
la natura montuosa dei luoghi, che costrinse gli abitanti a trovare
l'alternativa alla coltura dei campi, poco redditizia.
Verso il 1816 iniziò la lotta per la separazione dall'Università.
Nel 1819 fu inoltrata una istanza al Ministro degli Affari Interni
del Regno delle Due Sicilie nella quale, evidenziando "la distanza
di circa cinque miglia dalla città, la difficoltà
di eseguire esattamente lo stato civile, la mancanza di un maestro
e di una maestra per la pubblica educazione", e assicurando
di possedere "dei mezzi finanziari da menare innanzi l'amministrazione
medesima", chiedevano la separazione dall'Università.
L'istanza fu accolta. Il Consiglio d'Intendenza della Provincia,
con deliberazione in data 3 febbraio 1819, la riconobbe giusta e
si pronunciò per il distacco dei Casali dall'Università
di Salerno. Nel mese di dicembre del 1819, nacque, così,
il Comune di Pellezzano. Il primo giorno dell'anno 1820 ci fu una
seduta e il giorno dopo una seconda presieduta quest'ultima dal
primo Sindaco eletto nel Comune: Gaetano Pagliara.
Fonti: D. Cosimato, La Valle dell’Irno,
Baronissi, 1986 – N. Galdi, Induzioni, notizie e descrizione
dei Casali di Salerno formanti il Comune di Pellezzano, 1937
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