IL CATASTO PROVVISORIO

Il primo sistema fiscale adottato per superare il meccanismo della riscossione diretta per mezzo delle gabelle fu il Catasto Onciario che, a partire dal 28 settembre 1742 e intorno al 1753, sottopose a tassazione i beni immobili e le attività professionali e artigianali, elencati comune per comune, utilizzando come unità di misura, per la valutazione, l'oncia d'oro napoletana, del valore di sei ducati.

Tale sistema rimase in vigore fino all'avvento napoleonico nel Regno di Napoli.

In questo periodo, passato alla storia come "Decennio Francese", (1806-1815), fu emanata la legge n.134 dell'8 agosto 1806 che aboliva tutte le contribuzioni dirette, sostituendole con la contribuzione fondiaria. Con il Decreto n.335 del 4 aprile 1809 fu creata una Commessione temporanea per la formazione di quello che si chiamerà Catasto Provvisorio,  e le cui modalità di attuazione furono regolate dal Decreto n. 441 del 12 agosto e n. 477 del 9 ottobre 1809.

Si trattava di un catasto descrittivo, senza mappe, che divideva il territorio del Regno in Sezioni. I fondi rustici ed urbani erano descritti negli stati di sezione di ogni comune, e ad ogni possidente era intestato un Articolo relativo alla consistenza dei beni posseduti e al relativo valore fiscale.

Il catasto doveva essere compilato in due originali, dei quali uno si sarebbe conservato presso gli archivi comunali e l'altro presso le competenti direzioni delle contribuzioni dirette, dalle quali in seguito pervenne agli Archivi di Stato.

Questo lavoro fu portato a termine nel 1816, quando, caduto Napoleone e restaurato il regno borbonico, col Decreto n.465 del 28 agosto, fu abolita la Commessione temporanea e fu istituita in ogni provincia una "Direzione delle contribuzioni dirette" che conservavano, sostanzialmente i decreti e i regolamenti del decennio francese.

L'imposta fu ripartita secondo il sistema del contingente: ogni anno venivano stabilite la cifra complessiva dell'imposta e la cifra che sarebbe stata richiesta ad ogni provincia.

 Il Consiglio ripartiva poi quest'ultima tra i comuni della provincia in proporzione alla rendita imponibile risultante dal catasto provvisorio.

La riscossione avveniva tramite il sistema dei ruoli, in cui veniva indicato, per ciascun contribuente, la cifra dovuta per l'anno. Erano preposti alla riscossione il ricevitore generale della provincia, i rivenitori distrettuali e gli esattori comunali, sotto la vigilanza dell'Intendente, del direttore provinciale e dei dipendenti controlori.

L'esattore notificava ad ogni contribuente la quota da pagare; il ruolo veniva inoltre mostrato al sindaco, che doveva apporvi il suo visto, ed ai contribuenti stessi. Il suddetto decreto riportava anche disposizioni per le volture catastali, il cui metodo fu stabilito in seguito con istruzioni del Ministero delle finanze del 22 luglio 1846.

Dopo l'Unità d'Italia, il Regio Decreto del 6 settembre1869 n.5286 istituì le Intendenze di Finanza competenti in materia di catasto e imposte dirette.

Infine, nei primi decenni del XX secolo, il catasto di tipo descrittivo fu sostituito dal "Nuovo Catasto Terreni e Fabbricati" di tipo geometrico, con mappe dettagliate riportanti la forma e la collocazione sul territorio dei beni fondiari da tassare.

 

Il Catasto Provvisorio di Pellezzano è diviso in 4 volumi.

In  calce al secondo volume sono riportati:

a)        La ricapitolazione del Catasto Provvisorio di Pellezzano, che va dall'Art. n. 1 all'Art. n. 660 –  datato in Salerno  il 6 agosto 1860;

b)      Il Quadro del Riassunto del Catasto Provvisorio eseguito in ottemperanza del Regio Decreto del dì 12 agosto 1809, e delle Istruzioni Ministeriali del dì 1° ottobre dello stesso anno.

Il quadro riassuntivo è riferito a n. 660 articoli del Catasto Provvisorio, e riporta la denominazione delle misure agrarie, "coll'indicare il quantitativo de' palmi quadrati in esso contenuti" – Moggio di palmi quadrati Napolitani 52,900 diviso in 30 passi -, e la natura delle proprietà territoriali.

 

-           I vol da n. 1  al n. 386 Download

-           II vol. da n. 387 a n. 810 Download

-           III vol. da n. 811 a n. 1086 Download

-           IV vol, da n. 1087 a n. 1450 Download